     p 332 .


Paragrafo 9 . Gli "strumenti" degli illuministi.

     
La  crisi dello spirito di sistema, che  generalmente riconosciuta
come uno degli elementi che caratterizzano l'illuminismo, reca  con
s  una  proliferazione di strumenti espressivi: la filosofia,  non
pi confinata nel "saggio" o nel "trattato", utilizza tutti i mezzi
disponibili, dal giornale (abbiamo ricordato "The Spectator" e  "Il
Caff")  al romanzo (Candide), dalla poesia al teatro; e ne inventa
di nuovi, come l'Enciclopedia.
     Alla variet dei mezzi si affianca la variet dei generi,  dal
drammatico all'ironico, dal satirico al fantastico.
     
     p 333 .
     
     Si  moltiplicano  anche gli ambienti in cui circola  la  nuova
filosofia, dai circoli antigovernativi alle corti, dalle universit
ai salotti borghesi.
     Da  questo si pu capire quanta parte della filosofia e  della
cultura  illuminista sia rimasta esclusa dalla nostra  esposizione.
Vogliamo,  quindi, aggiungere o ripetere alcuni  nomi,  e  indicare
alcuni  titoli che - ben lontani dal colmare questo vuoto - possono
suscitare   curiosit   e  interesse  per   ulteriori   letture   e
approfondimenti.
     
Il romanzo.
     
Una  novit pressoch assoluta  costituita dal romanzo filosofico:
a  questo genere appartengono sia opere di filosofi veri e  propri,
che  affiancano  la  produzione di romanzi alla  loro  attivit  di
scrittori  di  saggi  o di trattati, sia opere di  quanti  svolgono
prevalentemente una attivit letteraria, ma che non  disdegnano  di
affrontare i problemi al centro della discussione filosofica.
     Tra  i  filosofi autori di romanzi possiamo ricordare  Diderot
con I gioielli indiscreti, La monaca, Il cugino di Ramon; Voltaire,
autore prolificissimo, tra le cui opere "letterarie" possono essere
inclusi, oltre a Zadig, anche Il filosofo ignorante e soprattutto i
due  brevissimi  racconti  che insieme ad esso  furono  pubblicati,
Avventura  indiana (Tradotta dall'ignorante) e Andr Destouches  in
Siam;  Montesquieu  con le sue Lettere persiane; Rousseau,  autore,
oltre che del romanzo pedagogico Emilio, di La Nouvelle Hlose; de
Sade, con Justine e La philosophie. Tra gli scrittori "filosofi" ci
limitiamo  a  ricordare Daniel De Foe, con il suo Robinson  Crusoe,
considerato  da  Marx  un magnifico esempio  del  modo  di  pensare
liberale(214), e Jonathan Swift, con i Viaggi di Gulliver.
     Molto  spesso questo tipo di letteratura filosofica fa ricorso
all'esotismo  e  all'ironia. L'esotismo consente  una  maggiore  di
libert  di espressione, in quanto le posizioni pi anticonformiste
vengono  attribuite  a  personaggi di  cultura  e  civilt  lontane
dall'Europa; al tempo stesso, il raffronto con il modo  di  pensare
europeo  consente  di  ironizzare su  quest'ultimo,  mettendone  in
evidenza gli aspetti "barbari e selvaggi".
     Maestro  d'ironia fu senza dubbio Jonathan Swift, che  in  Una
modesta proposta individua un metodo infallibile per combattere  la
fame   e   la   miseria  in  Irlanda,  e  punire  l'arroganza   dei
cattolici(215).
     Grande  diffusione ebbero anche gli scritti di  Antony  Ashley
Cooper,   terzo  conte  di  Shaftesbury,  nipote  del   noto   lord
Cancelliere  dei  tempi di Carlo secondo, di  cui  ci  limitiamo  a
ricordare la Lettera sull'entusiasmo.
     
Il teatro e la poesia.
     
Ancora  pi  succintamente vogliamo richiamare  l'attenzione  sulla
grande   influenza  esercitata  dall'illuminismo  sulla  produzione
letteraria teatrale e poetica del Settecento.

p 334 .

     Per  il teatro, accanto ai nomi di commediografi come Molire,
Beaumarchais e Goldoni, vogliamo ricordare quello di Friedrich  von
Schiller, di Vittorio Alfieri, e di Gotthold Ephram Lessing, noto,
oltre che come filosofo, come autore di drammi teatrali.
     Fra  i poeti, oltre ai nostri Parini e Foscolo, si pensi  agli
esponenti  del  movimento  tedesco  dello  Sturm  und  Drang  e  al
grandissimo Goethe.
     
I sovrani illuminati.
     
Caratterizzato  da  una  forte critica  nei  confronti  del  potere
costituito,  l'illuminismo fece paradossalmente breccia  in  alcune
corti  europee: affascinati dalla carica riformatrice  della  nuova
filosofia,  molti sovrani si fecero promotori del rinnovamento  dei
loro   stati,  favorirono  la  ricerca  scientifica  e  le  riforme
economiche  e  sociali. Naturalmente tutte le istanze  democratiche
che  qualificano gran parte dell'illuminismo non furono mai accolte
in quelle corti: il movimento riformatore promosso dai principi del
Settecento fu quasi esclusivamente un movimento dall'alto.
     I  nomi  sono  notissimi:  Federico di  Prussia,  Cristina  di
Svezia,  Caterina  di  Russia, Maria  Teresa  d'Austria.  A  questi
vogliamo aggiungere i Lorena di Toscana, che si fecero promotori di
un  profondo  rinnovamento  e ammodernamento  dell'agricoltura  nel
granducato; a loro si deve - fra l'altro - la fondazione a Firenze,
nel  1753,  dell'Accademia  dei Georgofili  che,  ispirandosi  alle
teorie fisiocratiche provenienti dalla Francia, si sarebbe occupata
dell'istruzione  agraria, e dello studio e della  diffusione  delle
nuove    teorie   concernenti   l'agricoltura   e    la    pubblica
amministrazione in generale.
